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Uscire dalla nostra prigione

Non sempre dire la veritร  senza mezzi termini รจ di intralcio a unโ€™efficace comunicazione, orientata a condurre gli ascoltatori alla scoperta di una buona notizia. รˆ quanto accade allโ€™apostolo Pietro che, dopo aver sperimentato la libertร  da se stesso nellโ€™esperienza del rinnegamento di Gesรน, non sembra affatto preoccupato di poter offrire ad altri lโ€™occasione di sperimentare la misericordia di Dio: ยซSappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesรน che voi avete crocifissoยป (At 2,36). Del resto, per quanto netto e diretto, il discorso di Pietro รจ interpretato dallโ€™autore degli Atti come una parola di testimonianza e di esortazione (cf. 2,40), capace di sortire lโ€™effetto di un profondo coinvolgimento nellโ€™evento di Cristo: ยซAllโ€™udire queste cose si sentirono trafiggere il cuoreโ€ฆยป (At 2,37).ย Quando avvertiamo nellโ€™intimo un grande dolore per il modo in cui la nostra vita si รจ allontanata dalla sua veritร , separandosi da Dio e dai fratelli, subito veniamo colti da un forte desiderio di โ€œriparazioneโ€ per il male compiuto o per il bene che non abbiamo saputo fare: ยซChe cosa dobbiamo fare?ยป (2,37). Tra le tentazioni che dobbiamo saper riconoscere e affrontare nel nostro cuore, quella del mettersi allโ€™opera per assolvere a un istinto di espiazione รจ certamente una delle piรน subdole e pericolose. Sotto forma di un auspicabile ritorno a Dio si cela, infatti, il segreto intento di provare a tornare a noi stessi, attraverso qualche azione che modifichi lโ€™aspetto esteriore della nostra vita. La risposta di Pietro rovescia questa prospettiva, dichiarandoย non le opere che bisogna compiere, ma lโ€™opera di Dio che conviene accogliere: ยซConvertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesรน Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santoยป (At 2,38). Dopo la Pasqua di Cristo non bisogna piรน fare qualcosa per Dio ma, finalmente, accettare quello che Dio ha fatto per noi e per la nostra salvezza. Si tratta di una conversione difficile da compiere, perchรฉ ci impone di rinunciare a qualsiasi tipo di protagonismo e accettare la proposta di una vita nuova, nella quale non si parte piรน da se stessi ma dallโ€™altro. Questo significa immergere la propria vita nel nome del Signore.ย Il vangelo racconta un altro modo in cui il cuore puรฒ essere vulnerato dallโ€™evento pasquale, a partire da quel dono di lacrime che sgorga con grande libertร  ogni volta che lโ€™amore ci chiede di patire la croce dellโ€™assenza e della distanza dallโ€™altro: ยซMaria stava allโ€™esterno presso il sepolcro e piangevaยป (Gv 20,11). Per Maria non รจ sufficiente una sola ยซconversioneยป per riconoscere e incontrare il Signore risorto, perchรฉ รจ ancora prigioniera della sua tristezza e di quella ostinata rassegnazione che sa offuscare ogni luminositร  del cuore: ยซDetto questo, si voltรฒ indietro e vide Gesรน, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesรนยป (20,14). Solo quando si sente chiamare per nome, il cuore di Maria si rompe, e puรฒ avvenire il riconoscimento di colui che si รจ allontanato solo per poter guadagnare una posizione di definitiva mediazione tra il cielo e la terra: ยซSalgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostroยป (Gv 20,17). I due racconti proposti dalla liturgia di oggi differiscono in molte cose. Allo stesso modo annunciano che la vera conversione al vangelo, dopo lโ€™evento pasquale, si compie solo a partire daย un profondo e drammatico incontro tra la nostra povertร  e la ricchezza dellโ€™amore di Dioย che in Cristo si รจ rivelato. La risurrezione che nella fede celebriamo non รจ (solo) una parola da credere e annunciare, ma un volto da incontrare e adorare, uno Spirito da accogliere nel cuore e da portare nel cuore di ogni cosa. Perchรฉ non solo sia noto, ma ciascuno possa sperimentare quella pienezza di gioia che sgorga da un cuore trafitto e liberato dai suoi inganni: ยซDellโ€™amore del Signore รจ piena la terraยป (Sal 32,5).

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La risurrezione si fa strada

Al mattino dopo quel primo mattino che segue il grande Sabato รจ come se rimpiombassimo a valle della storia. Lโ€™evocazione delle guardie ancora una volta prezzolate e lโ€™inizio della lettura annuale degli Atti degli Apostoli sono il modo efficace con cui la Liturgia ci tiene sulla cordaโ€ฆ sulla corda della storia.ย La risurrezione di Cristo Signore non rappresenta una comoda fuga dalla storiaย nรฉ, tantomeno, una sorta di sogno per tenere buone le coscienze. La risurrezione รจ un fuoco gettato sulla terra per impedire in tutti i modi che si sprofondi nella dimenticanza di come la forza che viene da Dio โ€“ lo Spirito Santo evocato con cosรฌ grande forza da Simon Pietro โ€“ รจ allโ€™opera in misura proporzionale allo spazio che gli diamo dentro la nostra vita concreta. Nemmeno la risurrezione puรฒ mai essere unโ€™evidenza che costringe a credere,ย ma รจ una porta che permette e obbliga ciascuno a scegliere. Questo รจ avvenuto al mattino di Pasqua, questo avviene ogni mattina in cui la nostra umanitร  si rimette in cammino sulla strada della vita, scegliendo di farsi pagare o accettando di pagare.ย La lettura degli Atti degli Apostoli ci aiuterร  a comprendere come la risurrezione si fa storia nella vita delle prime comunitร  di discepoli in modo incarnato, concreto, con momenti di grande luminositร  e momenti terribilmente umbratili. Ancora una volta, gli uomini da una parte e le donne dallโ€™altra! Neppure la luce pasquale puรฒ evitarci il dramma della scelta, che non si impone mai come unโ€™evidenza che non lasci scampo alla nostra libertร , ma la impegna radicalmente, tanto che nessuno โ€“ nemmeno lโ€™Altissimo โ€“ puรฒ scegliere al nostro posto o prendere posizione davanti alla storia sollevandoci dal peso della nostra responsabilitร , dalla gioia di dare una risposta alla storia anche quando sembra che tutto sia finito e i giochi definitivamente conclusi. Da una parte gli uomini โ€“ i discepoli e i soldati – si nascondono a se stessi per evitare fastidi, mentreย le donne si fanno incontrare realmente dal Risortoย e in modo nuovo, proprio perchรฉ si erano levate di buon mattino per andargli incontro a loro modo. Messesi in cammino per seguire il loro cuore, le donne hanno la grande sorpresa di poter ritrovare il Signore, tanto che ยซsi avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adoraronoยป (Mt 28,9). Lโ€™apostolo Pietro, al mattino di Pentecoste, ritrova se stesso e si sente animato da un coraggio che non gli appartiene, ma che gli viene donato: ยซOra Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perchรฉ non era possibile che questa lo tenesse in suo potereยป (At 2,24). Sarebbe meglio tradurre la parole di Pietro con doglie del parto poichรฉ il termine greco indica i legami e le doglie. Paolo usa questo termine per indicare la nascita di un mondo nuovo nella creazione nuova. La storia, ogni storia piccola o grande, rilevante o sconosciuta, puรฒ riprendere il suo cammino solo nella misura in cui qualcuno โ€“ come le donne al mattino di Pasqua โ€“ accetta di rischiare la speranza e non โ€“ come i soldati โ€“ di barattarla con la rassicurazione di essere liberati da ยซogni preoccupazioneยป (Mt 28,14).

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Una morte…vinta!

Nella Veglia pasquale, dopo lโ€™ultima lettura dellโ€™Antico Testamento che precede e prepara quelle del Nuovo, la liturgia ci fa esprimere a Dio unโ€™audace invocazione: ยซO Dio, potenza immutabile e luce che non tramonta, volgi lo sguardo alla tua Chiesa, ammirabile sacramento di salvezza, e compi lโ€™opera predisposta nella tua misericordia: tutto il mondo veda e riconosca che ciรฒ che รจ distrutto si ricostruisce, ciรฒ che รจ invecchiato si rinnova e tutto ritorna alla sua integritร , per mezzo del Cristo, che รจ principio di tutte le coseยป. Rivestita delle parole e dei segni di salvezza, la comunitร  dei credenti รจ cosรฌ invitata ad assumere la sua fondamentale dignitร  battesimale, per interpretare al meglio anche il suo radicale slancio missionario: essere per tutti un segno credibile dellaย speranza che le cose possano tornare a vivere dopo aver attraversato le tenebre della morte.ย Eppure, la sorpresa di un amore cosรฌ autentico, in grado di risollevare e ricostruire ogni cosa, non puรฒ che gettarci in un meraviglioso imbarazzo, quando riesce a raggiungere e toccare il mistero della nostra vita. Lo hanno sperimentato bene quelle donne che, per prime, ยซdi buon mattinoยป, ยซal levar del soleยป (Mc 16,2), si sono precipitate al sepolcro per ungere il corpo dellโ€™amato Signore. Entrate nel luogo dove la morte รจ ricordata e custodita, pensavano di trovare una persona sdraiata, avvolta in un sudario, e invece si imbattono in un giovane seduto, vestito di bianco e di luce, con una meravigliosa notizia sulle labbra: ยซNon abbiate paura! Voi cercate Gesรน Nazareno, il crocifisso. รˆ risorto, non รจ quiยป (Mc 16,6).ย Lo spavento รจ comprensibile, non solo perchรฉ le donne si aspettavano tuttโ€™altro, ma perchรฉ lโ€™unica certezza presente nel loro cuore รจ stata appena smentita dalla Pasqua di Cristo: nel luogo della morte, la morte non cโ€™รจ piรน. Il sepolcro non ha potuto trattenere il corpo di Gesรน, perchรฉ la memoria di Dio, che รจ lโ€™amore, ha prevalso su quella della morte: il crocifisso รจ risorto.ย Dopo aver introdotto Gesรน nel suo vangelo con i titoli capaci di sottolineare la sua divinitร  e la sua identitร  messianica โ€“ย ยซCristo, Figlio di Dioยปย (1,1) โ€“ย Marco decide di concludere la rappresentazione dellโ€™Incarnazione di Dio conย gli attributi che evidenziano invece la sua umanitร , pienamente assunta e, ormai, redenta: ยซNazareno, crocifissoยป. Questa cristologia dallโ€™alto al basso era lโ€™unica narrazione adeguata a suscitare sorpresa e stupore nei primi ascoltatori del vangelo, per annunciare al mondo che il Cristo reale โ€“ย non quello temuto dai non credenti o immaginato dai religiosi โ€“ย deve essere riconosciuto nella forma, povera e umile, di un crocifisso sconfitto, morto e sepolto. In questa immagine messianica, depotenziata da qualsiasi aspettativa idolatrica di forza e potenza, si svela il destino e il senso della nostra umanitร . Siamo tutti nati e chiamati per vivere cosรฌ: immersi nelle acque della nostra umanitร  e della storia, fino a diventare pienamente solidali con il destino di ogni uomo e di ogni donna che incontriamo nel nostro cammino, ยซcome viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!ยป (papa Francesco, Fratelli tutti, 8). La paura che questo sogno possa essere troppo grande ed esigente, di fronte al sepolcro vuoto, inizia a vacillare. Lo conferma il sentimento di stuporeย โ€“ย letteralmente, ยซestasiยป (16,8) โ€“ย che le donne provano correndo velocemente via dal sepolcro, nellโ€™ultimo versetto ingiustamente omesso dalla liturgia, su cui si arresta non solo il racconto di risurrezione, ma probabilmente lโ€™intero vangelo di Marco: ยซEsse uscirono e fuggirono dal sepolcro, perchรฉ erano piene di spavento e di stupore. E non dissero niente a nessuno, perchรฉ erano impauriteยป (Mc 16,8). Il sepolcro vuoto diventa cosรฌ emblema di una paura finalmente privata del suo veleno. Lo stupore che le donne sperimentano nel giorno ยซprimo e ultimoยป della risurrezione non รจ piรน il timore della morte, ma lโ€™inizio dellโ€™entusiasmo per una novitร  di vita nella quale รจ possibile camminare, perchรฉ ยซcome Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, cosรฌ anche noi possiamo camminare in una vita nuovaยป (Rm 6,4).

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Vangelo in questo sabato…

“Il giorno dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei,ย dicendo: ยซSignore, ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: ยซDopo tre giorni risorgerรฒยป.ย Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perchรฉ non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: ยซรˆ risorto dai mortiยป. Cosรฌ quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!ยป.ย Pilato disse loro: ยซAvete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credeteยป.ย Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie“.


รˆ strana lโ€™indicazione di tempo che apre lโ€™evangelo odierno, letteralmente โ€œlโ€™indomani, dopo la Parasceveโ€ (cf. v. 62). Siccome la โ€œParasceveโ€ designa il giorno di preparazione al sabato, ciรฒ significa che quanto รจ narrato avviene in un giorno di Shabbat, festa delle feste per Israele. Ma perchรฉ non dire semplicemente che era sabato? รˆ sempre difficile, o addirittura rischioso, interpretare un silenzio. Ma in questo caso, non si tratta di un silenzio, bensรฌ di un aggiramento. Sembra che lโ€™evangelista cerchi il modo per parlare del sabato senza nominarlo. E forse il seguito del racconto ne spiega il perchรฉ. Questo โ€œindomaniโ€ del venerdรฌ della crocifissione di Gesรน รจ tutto impiegato dalle autoritร  religiose, sacerdoti (dunque sadducei) e farisei coalizzati, per chiudere, sbarrare e sigillare: si tratta di rinchiudere inesorabilmente il Crocifisso nella sua tomba, in modo che la morte prevalga definitivamente sulla vita. Di sabato, quelli che pretendono di santificarlo fanno esattamente il contrario di ciรฒ per cui il sabato รจ stato dato, sicchรฉ quel giorno non fu shabbat per i viventi; lo fu soltanto per il Morto. I โ€œviviโ€ sono molto indaffaratiย โ€“ ciรฒ dร  a loro lโ€™impressione di essere in vita โ€“,ย ma lo sono a servizio della morteย e in questa occasione รจ ancora Pilato, il pagano, che fa la figura meno brutta! Dal canto suo, il Morto riposa, fa shabbat, come le donne (cf. Lc 23,56). Ma la tradizione cristiana, giร  a livello degli scritti neotestamentari, proclamerร  che anche in quel giorno di sabato Gesรน, il morto, operรฒ, come fa anche il Padre suo (cf. Gv 5,17):ย se i vivi โ€“ cadaveri ambulanti โ€“ cercano di chiudere e di sprangare,ย il Morto, invece, โ€“ vincitore della morte e veramente vivente โ€“ infrange le porte della morte e degli inferiย e libera i prigionieri della morte per farli entrare, insieme a lui, nella gioia del Padre suo. รˆ quanto risulta dal testo difficile di 1Pt 3,19 che associa alla morte di Gesรน la sua visita โ€œagli spiriti che erano in carcereโ€ per portare loro lโ€™annuncio della sua vittoria sulla morte, cosa che รจ diventata nella confessione di fede della chiesa la discesa vittoriosa di Cristo negli inferi. In quel sabato, sabato santo, si compรฌ pienamente ciรฒ che Gesรน aveva giร  anticipato quando era in Galilea. Prima di guarire un uomo in un giorno di sabato, aveva chiesto ai farisei che lo spiavano se fosse โ€œlecito, di shabbat, fare il bene o il maleโ€ (Mc 3,4). Non ricevette risposta, o meglio, la risposta fu che i suoi avversari andarono subito dopo a consultarsi con gli erodiani sul modo di sbarazzarsi di lui (cf. Mc 3,6), manifestando cosรฌ che anchโ€™essi facevano un lavoro di sabato, e dunque che la questione non รจ se lavorare o non lavorare, ma se ciรฒ che si fa รจย per la vita o per la morte: questo determina se si osserva o no il sabato, perchรฉ โ€œil sabato รจ stato fatto per lโ€™uomo, e non lโ€™uomo per il sabatoโ€ (Mc 2,27), cioรจ il sabato รจ per la vita, non per la morte. รˆ ciรฒ che ribadisce con forza il grande sabato โ€“ oggi โ€“ e che lโ€™evento pasquale verrร  a confermare.