
La prima lettura ci fa ben sognare, tanto che il racconto dell’incontro tra Salomone e la regina di Saba potrebbe far parte dei magnifici racconti delle “Mille e una notte”. Vi è un particolare che attira l’attenzione e la meraviglia della regina di Saba e che deve attirare la nostra curiosità, anche per poter comprendere meglio quanto il Signore Gesù cerca di farci comprendere nel Vangelo di quest’oggi. Ecco il particolare che attira l’attenzione e l’ammirazione della regina di Saba: «il modo ordinato di sedere dei suoi servi» (1Re 10,5). Talora rischiamo di dimenticare l’importanza e la preziosità di vivere e rapportarci in modo «ordinato», per poter essere sempre più capaci di rispetto reciproco e in grado di offrirci gli uni gli altri quei servizi di attenzione che danno alla vita un gusto di umanità, che è già uno stile di eternità. La prima lettura si conclude con una nota altrettanto stupita: «Non arrivarono più tanti aromi quanti ne aveva dati la regina di Saba al re Salomone» (1Re 10,10). Si potrebbe concludere che tra il re di Israele e la regina di Saba ci sia stato un profondo scambio di doni che ha arricchito ambedue. Forse è proprio di questo che il Signore Gesù cerca di parlarci nel Vangelo quando tenta di far comprendere alla «folla» (Mc 7,14), prima, e ai «suoi discepoli» (7,16), subito dopo, il senso simbolico del modo e di cosa prendere in cibo per coltivare una esistenza ordinata e serena. Laddove i farisei sono ossessionati dalle questioni di purità rituale, il Signore Gesù cerca di far comprendere anche a noi che la cosa essenziale è di essere ordinati in tutti gli aspetti della nostra vita, per poter essere uomini e donne capaci di dare un frutto di umanità. Per questo le regole rituali e l’ordine che si rispetta nei tempi e negli spazi della vita quotidiana di ciascuno devono portare come frutto non solo un di più di energia che cerchiamo di assicurarci attraverso una buona e saggia alimentazione, ma pure il nostro modo di essere sempre più riconoscibili come umani. Allora l’ammonizione del Signore diventa preziosa per orientare e ordinare i nostri pensieri, i nostri gesti persino le nostre scelte alimentari e soprattutto il nostro stile di relazione con gli altri: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adulteri… queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo» (Mc 7,21-23). Il «cuore» viene riconosciuto e indicato come il luogo che ci permette di creare e ricreare continuamente quell’ordine che dà alla vita il suo giusto orientamento e permette di renderla non solo bella per se stessa, ma buona anche per gli altri. Per questo siamo chiamati a prenderci cura delle nostre “interiora” senza dimenticare di prenderci ancora più cura della nostra “interiorità”. Da questo punto di vista l’attenzione all’igiene e all’ordine esteriore non è da sottovalutare, ma sono da orientare continuamente, per crescere in un’attitudine di vigilanza e di rispetto che permettono alla vita, in tutti i suoi aspetti, non solo di essere vivibile, ma di essere anche gioiosa e condivisibile.