Pubblicato in: Riflessioni personali

Una caccia nuova ogni mattina

La parola che il Signore rivolge al profeta Geremia, in un momento che si potrebbe a ragione qualificare come depressivo, ci aiuta a entrare nella sfida che ci offre il Vangelo: «se saprai distinguere ciò che è prezioso da ciò che è vile, sarai come la mia bocca» (Ger 15,19). Il Vangelo ci parla non più di seme, più o meno accolto dal terreno, e neppure di quel seme pericoloso che è la «zizzania». Ireneo di Lione commenta così: «Infatti è lui “il tesoro nascosto nel campo” cioè nel mondo (Mt 13,38). Tesoro nascosto nelle Scritture, perché veniva manifestato attraverso figure e parabole che, umanamente parlando, non potevano essere intese prima che le profezie fossero compiute, cioè prima della venuta del Signore. Perciò è stato detto al profeta Daniele: “Chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al tempo della fine” (Dn 12,4). Anche Geremia dice: “Alla fine dei giorni comprenderete tutto!” (Ger 22,20). Letta dai cristiani, la legge è un tesoro, un tempo nascosto in un campo, ma rivelato e spiegato dalla croce di Cristo; essa manifesta la sapienza di Dio, rivela i suoi disegni di salvezza per l’uomo, prefigura il Regno di Cristo, preannuncia la Buona Novella dell’eredità della Gerusalemme santa”. Nel caso del tesoro, è facile passarci sopra senza accorgersene, fino a che si mette a fuoco che c’è già una possibilità che rischia di sfuggire alla nostra attenzione. Nel caso della perla, vi è l’occhio clinico del collezionista che sa riconoscere, comparare e che pure porta nel cuore un desiderio che sembra aguzzare la vista. In ambedue i casi – fortuito o studiato – la cosa necessaria è di mettersi in movimento per acquisire il tesoro o la perla perché faccia parte integrante della nostra vita. L’imperativo è il medesimo in ambedue i casi: «poi va» (Mt 13,44) e ancora «va, vende» (13,45). L’evangelista Matteo non chiarisce se queste due parabole sono offerte solo ai discepoli oppure a tutta la folla, ma tutto fa pensare che si sia ancora «in casa». Se fosse così, allora queste parabole riguardano in modo più specifico il discepolo, chiamato a rendersi conto della preziosità del regno dei cieli e del fatto che il suo ingresso nella storia e nella vita, se è una sorpresa, nondimeno richiede che si sappia stimarne il valore e investire totalmente su di esso, concentrando nella sua ricerca tutte le proprie migliori energie. La caccia al «tesoro» ricomincia ogni mattina e, per riprendere le parole e l’esortazione del profeta Geremia, il grande compito è quello di saper distinguere ciò che è «prezioso» da ciò che, invece, è «vile». Tutto ciò è come una perla di grande valore, la cui preziosità è già sotto i nostri occhi e aspetta di essere riconosciuta, aspetta di essere desiderata, di essere cercata, di essere amata… ed è Lui, il Signore dentro di noi!